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Go-Daigo
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mwbqGo-Daigo (後醍醐天皇, Go-Daigo Tennō; Kyoto, 26 novembre 1288 – Nara, 19 settembre 1339) è stato il 96º imperatore del Giappone secondo il tradizionale ordine di successione.
Contents
• Nome
• Note
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Genealogia
Go-Daigo era il secondo figlio dell'imperatore mwfaGo-Uda. Ebbe molti figli tra cui:
• Secondo figlio: principe Takayoshi (尊良親王)
• Terzo figlio: principe Muneyoshi (宗良親王)
• Quarto figlio: principe mwhgTsunenaga o mwhwTsuneyoshi (恒良親王)
• Quinto figlio: principe mwiqNorihito (法仁親王)
• Sesto figlio: principe Nariyoshi o mwjaNarinaga) (成良親王)
• Settimo figlio: principe Noriyoshi (義良親王), poi imperatore come mwjgGo-Murakami
• Undicesimo figlio: principe Kaneyoshi o Kanenaga (懐良親王).
Nome
Ispirandosi alla politica mwmaassolutista dell'imperatore mwmqDaigo - che aveva regnato dal mwmg901 al mwmw923 (mwnaera Engi) - ne volle adottare il nome anteponendovi il prefisso 後 mwnqgo che significa mwngsuccessore.
Biografia
Go-Daigo salì al trono nel mwoq1318, a 29 anni, dopo l'mwogabdicazione del cugino mwowHanazono. Nel mwpa1324 pianificò segretamente il rovesciamento del governo di Morikuni, ultimo esponente dello mwpgshogunato Kamakura (mwpwmwqabakufu Kamakura), ma venne scoperto dai suoi luogotenenti, i mwqqtandai Norisada e Sadayuki.
Altre sue trame contro lo shogunato vennero portate alla luce e sventate nel mwra1331, in occasione della mwrqguerra Genko, a causa del tradimento di un suo stretto collaboratore, Yoshida Sadafusa. Nonostante il tradimento, Go-Daigo riuscì a fuggire con le mwrwinsegne imperiali e si rifugiò nel castello di Kasagiyama, situato presso l'attuale città di mwsqKasagi (mwsgKyōto), predisponendone la difesa. Il castello venne assediato e cadde in mano alle truppe del shogunato che l'anno successivo insediarono sul trono un nuovo imperatore, mwswKogon, ed esiliarono Go-Daigo nella provincia insulare di mwtaOki, lo stesso luogo in cui era stato imprigionato, nel mwtq1221, l'imperatore mwtgGo-Toba.cite-ref-1[1]
Inaspettatamente, nel mwva1333, Go-Daigo riuscì a fuggire da Oki con l'aiuto di Nawa Nagatoshi e della sua famiglia e iniziò, quindi, a radunare un nuovo esercito presso il monte Funagami nella mwvgprovincia di Hoki (presso l'attuale città di mwvwKotoura, mwwaTottori). mwwqAshikaga Takauji, che era stato incaricato dallo shogunato di trovare e distruggere questo esercito, passò dalla parte di Go-Daigo e occupò la sede dei Rokuhara Tandai. Subito dopo, mwwwNitta Yoshisada, che aveva radunato un esercito nelle province orientali, distrusse le forze del mwxaclan Hōjō mettendo fine al potere dello shogun.
Tornato a Kyoto, Go-Daigo si riprese il trono e diede inizio alla cosiddetta mwxgmwxwRestaurazione Kenmu: questo processo mirava apertamente alla restaurazione effettiva del potere imperiale che Go-Daigo voleva impostare sul modello della vicina mwyaCina; il suo piano era quello di divenire il più potente signore dell'Oriente. Tra gli atti di maggiore rilevanza in questa direzione vi fu la nomina a shogun del suo primogenito mwyqMorinaga. Ma la politica dell'imperatore, caratterizzata da riforme impazienti, provvedimenti avventati e mancate ricompense, causò in breve tempo un forte malcontento soprattutto in seno alla classe dei mwygsamurai, che criticava le decisioni di Go-Daigo riguardo ai diritti sulle terre e si sentiva esclusa dalla gestione del potere.
Nel mwza1335 Ashikaga Takauji, che aveva condotto alcune campagne nelle province orientali senza il permesso dell'imperatore per sopprimere la ribellione di Takasendai, smise di appoggiare la Restaurazione. Per punire la sua insubordinazione Go-Daigo incaricò Nitta Yoshisada di marciargli contro con un esercito, ma Takauji ebbe la meglio sconfiggendolo nella battaglia di Takenoshita presso mwzgHakone.
Nonostante questa prima vittoria le forze degli Ashikaga furono, di seguito, sconfitte da mwaaKusunoki Masashige e mwaqKitabatake Akiie. Takauji riparò nel mwagKyūshū da cui, dopo aver radunato un nuovo esercito, riprese la sua marcia verso Kyoto l'anno successivo. Kusunoki Masashige propose all'imperatore una politica di riconciliazione con gli Ashikaga ma Go-Daigo rifiutò categoricamente il consiglio, e ordinò a lui e Yoshisada di distruggere definitivamente Takauji. L'armata imperiale fu però sconfitta nella storica battaglia di Minatogawamwba (湊川の戦い?, Minatogawa no tatakai).
Quando le truppe degli Ashikaga entrarono a Kyoto, Go-Daigo tentò la fuga rifugiandosi sul monte Hiei ma propose una riconciliazione a Takauji inviandogli addirittura le mwbginsegne imperiali come segno di buona fede. Takauji pose sul trono un nuovo imperatore, mwbwKōmyō, dando vita ufficialmente al mwcasuo shogunato: iniziò così il mwcqperiodo Muromachi che si sarebbe protratto fino al mwcg1573.
In seguito, si scoprì che le insegne consegnate da Go-Daigo erano state falsificate. L'imperatore riuscì a fuggire da Kyoto e a rifugiarsi intorno alle montagne di mwdaYoshino. In quel luogo, forte del prestigio delle regalie, fondò nel mwdq1336 la mwdgCorte del Sud, dando inizio al cosiddetto "Periodo delle Corti del Nord e del Sud" meglio noto come mwdwNanbokucho. Durante questo periodo, che durerà fino al mwea1392, le due corti si contenderanno il prestigio e diritto di governare.
Nel mweg1339 Go-Daigo morì di un male sconosciuto.
Ere di regno
Sotto Go-Daigo vi furono otto ere di regno (mwfqgengomwfg (元号?, gengō)), che con quelle dell'imperatore mwfwGo-Hanazono rappresentano il numero di ere più alto in un singolo regno di un imperatore giapponese; queste sono nell'ordine:
Rivali della Corte del Nord
Ascendenza
Note
cite-note-11. ↑ mwqw(mwramwrqEN) Kit Nagamura, mwrgmwrwExploring the poetry of an exiled emperor on the Oki Islands, su mwsaThe Japan Times, 23 gennaio 2022. mwsqURL consultato il 18 gennaio 2023.
Bibliografia
• mwtq(FR) mwtgIsaac Titsingh, Julius Klaproth, mwuamwuqNipon o daï itsi ran; ou, Annales des empereurs du Japonmwug (Nihon Ōdai Ichiranmwuw), Oriental Translation Fund of Great Britain and Irelandmwva, Royal Asiatic Society, 1834, Parigi.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiaGo Daigo, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Minoru Shinoda, Go-Daigo, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.